lunedì 14 gennaio 2013

Twitter come Google News: con l’hashtag notizie in tempo reale

Twitter è pronto a dare la spallata decisiva a Google News, l’hashtag presente sul social network sarà sempre più precisa. Gli utenti, in particolare i professionisti, ringraziano.

Twitter ha preso spunto da Google News per incrementare la qualità dei ”tweet”, aggiungendo un servizio molto utile per coloro che desiderano ricevere le notizie dal mondo minuto per minuto.

Migliorare il sistema che permetterà a tutti gli amanti di Twitter di stare al passo con le notizie che provengono dall’esterno è l’obiettivo che il social network più ”Vip” al mondo si è prefissato.


Ora come ora il sistema che permette agli utenti di trovare un risultato di ricerca è ancora troppo dispersivo, perchè, nell’hashtag difficilmente uscirà il risultato che stavamo cercando; facciamo un esempio pratico: inserendo nell’ hashtag il termine ”#schettino”  compariranno tanti risultati, ma non riusciremo subito a selezionare quelli relativi al comico napoletano o al comandante della nave ”Concordia”.

Il compito di interpretare il significato di ogni singolo ”tweet” spetterà a persone fisiche e non alle macchine, questo perchè non esistono ancora algoritmi capaci di lavorare con questo tipo di criterio. Per quanto riguarda questo tipo di lavoro Twitter riceverà un aiuto dalla  piattaforma Mechanical Turk di Amazon.

Si prospetta un netto cambiamento su Twitter che si prepara a superare la concorrenza del colosso ”Google News” il quale ha già interpretato al meglio questi criteri di ricerca.

Fonte: http://urbanpost.it

sabato 5 gennaio 2013

Google vince la guerra dell'antitrust negli USA


Soltanto poche ore fa erano volate scintille tra Microsoft e Google, accusata di mettere in atto presunte condotte anticompetitive nei confronti di Windows Phone e della relativa utenza. L'indagine avviata dalla Federal Trade Commission (FTC) si è conclusa con una mediazione tra le parti: BigG ha acconsentito a modificare parzialmente le proprie pratiche di business per ripristinare la totale concorrenza nel mercato.

La Grande G, dunque, ha evitato quello che è stato definito il "processo del decennio". I termini del patto sottoscritto da Mountain View riguardano sia la parte del search sia i brevetti sugli standard tecnologici. Per quanto concerne la prima, il motore di ricerca si impegnerà a concedere maggiore flessibilità agli investitori pubblicitari che gestiscono contemporaneamente campagne su AdWords e su piattaforme rivali; si asterrà dall'appropriarsi indebitamente dei contenuti dei cosiddetti siti "verticali", che si focalizzano, cioè, su specifiche categorie come lo shopping o i viaggi nelle loro offerte agli utenti.

Sul fronte della guerra dei brevetti, Google avrebbe ceduto a un parziale disarmo. FTC ha ordinato la cessazione dell'uso improprio dei brevetti su cellulari e smartphone della concorrenza, disposizione che consentirà ai produttori di tecnologie mobile di utilizzare sia Android sia altri sistemi operativi concorrenti. In questo modo, e con l'introduzione delle sanzioni, BigG sarà incentivata a produrre innovazione a beneficio dei consumatori.

 La decisione di non procedere secondo le vie legali è stata presa all'unanimità da parte dei membri della commissione federale, una vittoria certa per Google, secondo Eric Goldman, docente di legge presso la Santa Clara University, secondo il quale la Grande G avrebbe schivato un'indagine pericolosa subendo conseguenze minime. Un esito, quello raggiunto da FTC, evidentemente deplorato dalle parti avverse, Microsoft in primis. Secondo Redmond, "la decisione di FTC di chiudere l'indagine con solo un impegno volontario da parte di Google è deludente e prematura, che arriva a poche settimane dalla proposta formale che l'azienda dovrà presentare per rimediare ai quattro abusi di posizione dominante individuati dalla Commissione Europea, primo tra tutti la visualizzazione di risultati a essa favorevoli nelle pagine di ricerca".

La condotta dei membri della commissione non ha lasciato indifferenti diversi professionisti specializzati in casi di concorrenza commerciale. Gary Reback, noto avvocato esperto di antitrust, ha definito "ingenuo" l'atteggiamento adottato da FTC, prefigurando un danno potenziale per le aziende più piccole. Un'opinione che sembra essere stata percepita pienamente dal capo da Jon Leibowitz, presidente della consiglio federale, il quale ha precisato: "alcuni credono che la commissione avrebbe dovuto fare di più in questo caso, forse perché questi stessi soggetti sono impegnati in un combattimento corpo a corpo contro Google in tutto il mondo. Noi abbiamo effettivamente seguito i fatti lì dove ci hanno condotti. L'obiettivo della nostra legge è proteggere la competizione, non i coloro che competono".

Fonte: punto-informatico.it

venerdì 28 dicembre 2012

In arrivo il "rivoluzionario" X Phone: Google sfida Apple e Samsung

Google torna a sfidare Apple e Samsung con uno smartphone "rivoluzionario", pronto a competere con iPhone 5 e Galaxy. Allo 'X Phone', che dovrebbe essere presentato nei primi mesi del 2013, stanno lavorando gli ingegneri di Motorola Mobility, acquistata da Google nell'agosto del 2011.

Top secret le caratteristiche del nuovo smartphone che dovrebbe essere dotato di un display "flessibile" e di novita' legate all'acquisizione da parte di Motorola della startup Viewdle, specializzata nell'elaborazione e nell'interpretazione di immagini e gesti.

Secondo il Wall Street Journal, X Phone sara' solo il primo step nella 'riscossa' non solo di Google, ma anche del glorioso marchio Motorola, finito nell'ombra per il successo dei cellulari intelligenti. L'amministratore delegato di Motorola Mobility, Dennis Woodside, ha spiegato che l'azienda ha avuto momenti difficili ma che grazie al colosso di Mountain View e' pronta tornare protagonista. (AGI) .

Posizionamento su Google

domenica 19 dicembre 2010

Un italiano su dieci fa shopping online per Natale

Quest'anno la metà degli europei risparmierà per i regali di Natale, in calo di 6,5 miliardi. In Italia la riduzione sarà solo dell'1% rispetto al crollo del 6% della media europea

Questo Natale l’e-commerce potrebbe decollare. Lo shopping online è un fenomeno in netta crescita in Italia:
1 italiano su 10 effettuerà metà dei suoi acquisti natalizi sul web. L’abbigliamento continua a rappresentare il regalo di Natale più diffuso (19%), seguito dai giocattoli (18%) e dai prodotti alimentari (17%).

L’unico segnale di crescita proviene dai siti e-commerce di vendita on line. Infatti il 77% degli europei ha in programma l’acquisto di regali di Natale on line, in aumento rispetto al 70% dell’edizione 2009 dello studio di AlixPartners. La quota più alta di acquisti sulla rete va al Regno Unito, con l’87% dei consumatori che pensa di effettuare almeno una parte del proprio shopping online, ovvero su Internet.

Agli Italiani va attribuita la percentuale di crescita più significativa nella scelta di questo canale, dal momento che una persona su dieci dichiara di avere in programma di fare metà degli acquisti di Natale sul web, rispetto ad una media di 1 consumatore su 20 del 2009.


martedì 16 novembre 2010

Il mobile avanza anche nell'e-commerce





Un po’ di social network, che non possono più mancare, una sempre più forte integrazione multicanale e la crescita del mobile. Ecco i trend principali dell’e-commerce che nel 2010 registra un boom di presenze sui principali social network (facebook e twitter) e molte nuove applicazioni Web 2.0.

L’utilizzo delle applicazioni Web 2.0 è molto cresciuto nel 2010, tanto che il 50% dei 200 merchant sentiti nella ricerca ne ha sviluppata almeno una. Oltre il 40% degli operatori intervistati è presente su almeno un social network, il 25% su almeno due, con facebook e twitter tra i più diffusi. La maggior parte delle iniziative su face book è però costituita dalla classica fan page in cui si possono fare domande, esprimere critiche o apprezzamenti rispetto ad una qualsiasi tematica connessa all’iniziativa di eCommerce.


Se si considerano invece i merchant che hanno sviluppato progetti Web 2.0 che vadano oltre la presenza istituzionale sui principali social network i numeri sono assai più contenuti, anche se la varietà è piuttosto ampia. Opinioni sui libri, sugli alberghi visitati sono due esempi frequenti in rete, mentre un secondo tipo di iniziative è costituito dai blog e dai forum associati al sito su cui si attivano discussioni specifiche sui prodotti/servizi con il contributo sia dei blogger ufficiali sia degli utenti.

L’integrazione multicanale prevede invece la possibilità ormai classica di sfruttare la sinergia con il punto vendita fisico, la gestione integrata delle tessere fedeltà o ancora la gestione congiunta dei processi di comunicazione e marketing

Qualcuno si sta indirizzando anche verso la realizzazione video utilizzato in chiave promozionale. Mediaworld ha attivato sul proprio sito una sezione dedicata e altri come Euronics Euronics, Vodafone, Yoox hanno attivato dei canali su Youtube.

Marginale è anche l'impatto del mobile commerce che viene definito iPhone dipendente.
Le previsioni parlano di 12 milioni di euro di ricavi nel 2010 per le vendite tramite mobile, una quota destinata ad aumentare anche perché, a parte il settore dei trasporti che da solo vale il 30%, negli altri comparti si sono rilevate un numero limitato di iniziative (ad esempio Bol, eBay, TicketOne, Yoox) e “una sostanziale incertezza nell’attivare progetti di natura transazionale su mobile”.

Quello che manca ancora in Italia è una contaminazione fra gli attori come quella che esiste per esempio sul mercato britannico. "Il mercato italiano - ha osservato Michele Raballo, Accenture interactive ecommerce practice lead - è fertile e offre ancora spazio". Le barriere all'ingresso, però, si sono alzate. "Il mercato è complesso - ha proseguito Raballo - e sono necessari forti investimenti. Ci sono problemi organizzativi e di competenza. Il business plan per chi vuole partire non è facile da costruire".


Il nuovo sito istituzionale è online



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